Antropologia e informatica insieme. Intervista a Ruben Del Monte

Antropologia e informatica, insieme con Ruben Del Monte
Giovedì, 6 Luglio, 2017

Pubblichiamo oggi l’intervista a Ruben Del Monte, Senior Network Engineer e Responsabile sistemi informatici IT Global.

In che cosa consiste la tua attività, in sostanza?
Da un lato sono il responsabile dell’infrastruttura informatica aziendale interna, dall’altro ricopro il ruolo di Network Engineering Senior presso un gruppo multinazionale che opera nel settore della telefonia. 
Parallelamente svolgo anche l’attività di mentoring per alcuni profili junior che necessitano di affiancamento e di training on the job: in IT Global reclutiamo periodicamente nuove e promettenti leve.
 

Quali sono i plus di IT Global secondo te?
È una realtà unica nel suo genere: raccoglie profili professionali con le certificazioni più quotate al mondo per quanto concerne il settore IT.
Ad oggi, su base mondiale ci sono poco meno di 60.000 professionisti nel settore networking, certificati a livello Expert sul vendor più importante e di questi, circa il 25% è rappresentato da figure che non sono più in possesso della certificazione per svariati motivi.
Diciamo quindi che i tecnici di questo lignaggio, attualmente in carica, sono circa 45.000 in tutto il mondo.
Fare un calcolo su base nazionale è abbastanza intuitivo (considerando l’interesse crescente per i settori tecnologici da parte delle nazioni del Sud-Est asiatico, oltre alla solita posizione dominante detenuta dagli Stati Uniti).

 
In Italia, quanti tecnici certificati ci saranno secondo le tue stime?

Ipotizzo un migliaio.
Considerando che l’organico di IT Global conta al suo interno il 30% di risorse certificate a quel livello, direi che per una realtà italiana si tratta di una proporzione sicuramente importante, nonché di una chiara manifestazione dell’orientamento che l’azienda ha mantenuto in questi anni.

 
Quando è nato il tuo amore per l’informatica?

Ha radici profonde: a quattro anni i miei genitori mi regalarono il primo Personal Computer, un indimenticabile Commodore 64.
La tecnologia mi ha sempre affascinato anche se non l’ho mai vissuta come antitetica alle discipline umanistiche, anzi.

 
Ci spieghi meglio?

A differenza di tanti miei colleghi -che quasi trovano rifugio nel mondo della tecnologia e dell’informatica- io credo che sia tutto profondamente interconnesso. 
Non è un caso che io mi stia laureando in Antropologia Culturale e che sia da sempre appassionato di dialettica: in ogni progetto informatico ripongo massima attenzione al risultato finale ma anche alle persone e alle relazioni umane. Solo così possono nascere lavori che daranno soddisfazione.

 
Quali sono le caratteristiche che deve avere un buon tecnico?

Oggi come oggi competenza di alto livello e aggiornamento costante sono elementi basilari da cui non si può prescindere.
Ma non è da meno nemmeno una certa completezza personale: faccio riferimento alla cultura generale e a qualità individuali che possono essere alimentate come, ad esempio, la capacità di lavorare bene in team. Le attività di un profilo tecnico sono sempre inserite in un contesto umano con cui bisogna fare i conti.

 
Quali sono le tue caratteristiche più apprezzate dai clienti?

La capacità di gestire le risorse e anche una certa apertura all’internazionalizzazione. Credo che avere uno sguardo aperto e senza confini aiuti a imbastire progetti lungimiranti. Non per niente ho sposato una ragazza straniera (francese, per la precisione) ;-)

 
Cosa richiedi ai tuoi collaboratori?

Umiltà, passione per il proprio lavoro, buon bilanciamento vita|lavoro ed entusiasmo
Bisogna sempre pensare che ogni giorno e da chiunque si può imparare qualcosa di nuovo e utile.

Intervista di Angela Laurino, luglio 2017