Quando vendi intelligenza umana, il mercato ti premia

Quando vendi intelligenza umana, il mercato ti premia
Martedì, 31 Luglio, 2018

Da due a venti dipendenti, da 250.000 a oltre 1.600.000  di fatturato: il tutto in meno di quattro anni.
È questa la storia di un’azienda italiana specializzata nella progettazione e nella realizzazione di reti informatiche per aziende, IT GLOBAL CONSULTING. 
Il suo fondatore, Emilio Turco, racconta con semplicità il perché della sua crescita aziendale.

Considerato il mio settore, può sembrare paradossale ma credo che la creatività umana sia il perno fondante della mia azienda. Il nostro lavoro, per intenderci, non potrebbe essere fatto da robot. Noi vendiamo intelligenza in ambito networking e security: le aziende che si rivolgono a noi devono progettare o ammodernare le proprie infrastrutture informatiche e necessitano di una visione critica e strategica in ambito IT. Ci chiedono di studiare per loro l’ossatura tecnologica su cui viaggeranno le loro informazioni aziendali, ossia il loro patrimonio più grande. È nella progettazione delle reti che diamo il nostro meglio: chiaramente poi le realizziamo anche, ma quando il progetto funziona, la sua applicazione richiede solo puntualità. Il mondo del business oggi non cerca meri esecutori, vuole chi sa fare dopo aver pensato. Credo che su queste basi si giocherà il futuro imprenditoriale e tecnologico del nostro Paese. 

L’intelligenza creativa, la flessibilità e la capacità di cogliere le sfumature sottili -quanto fondamentali- del quotidiano sono caratteristiche non duplicabili, nemmeno dalla macchina più sofisticata.

È questo il parere anche dei massimi esperti al mondo di robotica, Oussama Khatib, che in occasione di una manifestazione a tema ha di recente affermato con forza che se i robot forniranno i muscoli, gli umani dovranno sempre metterci il cervello. 
Non potrei essere più d’accordo con questo orientamento -continua Turco - tutti noi dobbiamo solo chiederci se siamo pronti ad allenare quotidianamente le nostre menti, a nutrirle con pensieri di qualità.  Anche i parametri di reclutamento del personale cambieranno perché non si misureranno più solo le competenze, ma anche le doti personali come la propensione al cambiamento, la flessibilità, l’empatia. 
Da sempre scelgo con cura i miei collaboratori e fornisco loro tutta la formazione possibile, sulle hard come sulle soft skills. Credo che quando i singoli brillano, l’azienda brilla di conseguenza: l’imprenditore deve investire sui propri uomini e sulle proprie donne, senza aver paura di perderne poi il controllo. 

E quando si parla del suo futuro, Emilio Turco non ha dubbi:

Sono un imprenditore, mentirei se negassi la volontà di crescere in clienti, fatturato, organico. Stiamo già valutando una nuova sede perché l’attuale non è più in linea con le nostre dimensioni e necessità. Ma quello che mi piacerebbe fare davvero è condividere sempre più intenti e obiettivi con il mio team: vorrei che i miei ragazzi entrassero dentro le logiche aziendali, anche acquisendo quote societarie. Il senso di appartenenza è fondamentale perché un’azienda funzioni e perché i suoi componenti siano pronti a dare sempre di più. Di questo sono sempre stato certo.

Articolo apparso su Il sole 24 ore, 30 luglio 2018
(in allegato la versione PDF)

Articolo di Angela Laurino